Archivio per Politica

Orazio Ragusa: difendi Scicli!

Posted in Politica con i tag , , , , , , , , , , , , on Aprile 2, 2008 by socrathe

difendi scicliDavvero gli sciclitani decideranno per chi votare in base alle offerte sloganate dalle diverse coalizioni in gara? Sono proprio gli argomenti a determinare la scelta del nostro voto? Saranno gli ideali e i programmi dei partiti a guidare la mano che bollerà la nostra preferenza sulla scheda elettorale il 13 e il 14 di Aprile?

Programmi, partiti, valori, ideali, combinano in una variabile poco determinante per la nostra valutazione. Sarà più semplicemente la motivazione profonda ed il valore di un uomo – per noi che non abbiamo bisogno di proclami e di grandi annunci – a farci scegliere. Noi sciclitani non votiamo le probabilità gridate dalla reclame stampata sui manifesti elettorali. Noi sciclitani abbiamo una certezza da riconfermare: il nostro deputato uscente, Orazio Ragusa.

Quante volte un politico di Scicli, negli ultimi cinquant’anni, è stato il punto di riferimento di una provincia intera? Volete la risposta? Eccola: mai. È stato Orazio a farci uscire dal limbo delle imposizioni delle segreterie dei partiti; è stato Orazio a farsi scegliere dal suo popolo e da una comunità intera. Basti pensare ai voti del nostro Onorevole a Giarratana, Monterosso, Chiaramonte, Ragusa, Modica. Anticipo i pensieri di una minoranza politicamente disagiata e tatticamente dilatoria, “le preferenze riportate nelle comunità montane sono comodamente riconducibili alla Forestale”, ma alla discutibile clientela della macchia da rimboscare e di tutto quello che volete, ha risposto unanime il popolo di Scicli, votandolo, in massa. La clientela, le promesse, l’inganno sono argomenti faziosi che poco attecchiscono nell’animo della gente che lo ha già scelto per l’onestà e la sua irritante semplicità. Ed è per questo che lo voterà ancora. Orazio è il manifesto di un popolo che ha voglia di cambiare. Che vi piaccia o No. È un uomo politicamente scomodo. Scomodo tanto agli avversari, quanto agli invidiosi e ai “politicamente colti” dei suoi concittadini che non riescono a digerire e mal sopportano che un uomo semplice, perbene, un uomo dalla faccia pulita e dall’animo onesto, che non avrà mai letto in vita sua di Demostene o della Gran Contessa Matilde di Canossa, sia eletto ad Onorevole del Parlamento siciliano. La cultura apparente che trasuda dalle basole vuote del nostro paese non è mai stata generosa nei confronti di Orazio e mai forse lo sarà. Orazio non è figlio di quella cultura da circoli di viziose zitelle, Orazio non è cresciuto a poesie e caffè letterari, Orazio è della stessa sostanza del popolo che lo ha votato, è della stessa pasta della gente che vive di duro lavoro e che gioisce per le semplici cose. Orazio è la scelta di questo popolo. Ecco chi è Orazio Ragusa, ed ecco perché il nostro Onorevole è oggi il primo tra i candidati dell’UDC che ce la possono fare.

Ma guardiamoli in faccia gli altri candidati in corsa per Palazzo D’Orleans. Quali potrebbero essere i mali minori, se ad un male minore dovessimo ambire, in grado di rappresentarci?

Piero Torchi, il Sindaco di Modica, l’uomo degli 8 milioni di euro di debito da risolvere a Scicli per mondezza conferita nella nostra discarica e mai pagata, vi ricordate spero, è lui il male minore da votare? Torchi è uno che gioca per sé, non per la sua gente, non per la sua città che ha abbandonato al pari di una nave che sta per affondare nel mare dei debiti multiserviziati. Torchi è uno che non gioca neppure per il suo partito. E questo i modicani l’hanno capito. Così come l’hanno compreso bene i consiglieri comunali e gli assessori della sua giunta costretti a dover lasciare, o meglio, spediti nuovamente a casa dopo solo otto mesi di governo dalle ambizioni di Piero.

Cari sciclitani, sarebbe Giovanni Cosentini, il male minore da scegliere? il direttore del Consorzio di Bonifica, il vice sindaco di Ragusa, l’uomo dell’acqua pubblica condotta nei campi e governata in regime a dir poco discutibile. Le ultime assunzioni al Consorzio di Bonifica di Ragusa – dicembre 2007 – bloccate e annullate dall’Assessore La Via vi ricordano qualcosa?
È Il Dott. Cosentini il vero avversario di Orazio. Il “Rocco ragusano” che ha fatto delle risorse idriche della nostra Provincia e dei lavoratori del consorzio, la sacra sostenibilità del suo già intoccabile feudo. In casa UDC, la vera partita è giocata da Orazio contro Cosentini. Torchi difficilmente supererà quota 5.000 consensi, e Peppe Drago non tifa per nessuno, garantendo una leale par condicio ai tre. Per la serie «chi ha la faccia si marita, e chi no, rimane zita».

Orazio, dalla sua Scicli, uscirà fuori con un minimo di 6.000 fino ad un massimo di 8.000 voti. Fesserie? E per chi dovrebbero votare gli sciclitani? Per Ammatuna e Digiacomo del PD? Sindaci e tutori delle loro rispettive città? Ma chi li conosce, chi li ha mai visti per le strade del nostro paese, chi li ha mai sentiti spendere una sola parola per la nostra Scicli. E Scicli dovrebbe votarli? E per cosa, di grazia. Già, dimenticavo, agli occhi dei nostri concittadini “politicamente colti”, Orazio è solo un geometra, un agrimensore, come ama specificare l’ex sindaco Torchi (diploma allo scientifico), non è medico e manco professore, Orazio è uno che non sa apprezzare i mezzi toni del ritratto della signora Gallerani e del suo ermellino, ma un milione di euro per la Chiesa di San Bartolomeo lo ha fatto stanziare! Ed è questo che conta per la gente di Scicli. E Scicli lo vota, siatene certi. Sarà per il sorriso spontaneo e non da passerella elettorale, sarà per l’affetto profuso in abbracci sinceri alla gente che lo ferma per strada, sarà perché dà ascolto alle voci di tutti, sarà anche per altro, fatto sta che Orazio è simpatico ed amato da tutti. È di un’ umiltà disarmante. Gira con la stessa auto di sempre, frequenta gli stessi amici di sempre, e nonostante l’onorevole successo è rimasto l’Orazio di sempre. Un uomo dabbene, affidabile, leale e coraggioso. Tanto ostinato nel difendere il proprio territorio quanto deciso a farlo crescere nei beni e nei servizi. La Tac all’Ospedale Busacca è stata la rosa che ha definitivamente sigillato l’occhiello dell’agire politico dell’Onorevole Ragusa nei suoi primi diciotto mesi di mandato elettorale. È stata finanziata la gara d’appalto per l’acquisto della costosissima apparecchiatura sanitaria, ed a giorni, gli sciclitani, potranno godere di questa importante prestazione proprio sotto casa, così come era stato promesso. Ostinato e coraggioso, dicevo, proprio come i vari Susino, Falla, Muccio ed Aquilino – sindacalista di nomina e mai di fatto – che hanno pensato bene di non mettere la propria faccia sull’altare della magra figura elettorale. Se avessero avuto a cuore le sorti ed il futuro della nostra città ci avrebbero almeno provato a candidare il proprio onore. A queste semiforze politiche, a questi alfieri del pressappochismo inconcludente, rivolgo il mio appello: se proprio vi spiace degli 8.000 voti di Orazio, emulate i compagni rifondaroli, scostatevi e lasciate passare -anche perché, rinunciare al gettone di carica o di commissione, per finanziare la campagna elettorale del delfino del Senatore Battaglia, non è scritto nel vangelo di nessun comunista di Scicli-. I compagni tengono tutti famiglia, che ben venga allora la rielezione di Orazio, gratis, senza impegno e di scelta popolare.

Noi vogliamo guardare al mondo di domani con gli occhi pieni della speranza di ieri, e non permetteremo a nessuno di bendare il nostro futuro. Ed è per questo che votiamo Orazio Ragusa.

Socrathe


Leggilo su Sciclinews

Cossutta: una vita da operaio

Posted in Politica con i tag , , , , , , , , , , , , , , , on Aprile 2, 2008 by socrathe

Cossutta, onorevole di mezza castaVenticinque milioni di vecchie lire – 12.000 € o poco più – per 80 diviso cento, moltiplicati per trentasei anni e sentirsi ancora comunisti, dentro. Cifre da capogiro? Vi sbagliate, è solamente l’onorevole trattamento di fine rapporto di 345.744 euro, da “operaio specializzato” della Camera e del Senato, non tassato, esentasse, per essere più precisi. «È la legge, sono qui dal ’72» E bravo Cossutta! Il nostro Comunista combattente, il paladino delle lotte operaie, uno che ha dedicato tutta una vita “alla difesa degli interessi dei lavoratori e degli interessi del Paese”. Gli interessi dei lavoratori? È stato un governo democristiano a scrivere lo Statuto dei Lavoratori, tu non c’eri. Sono state le buste paga degli operai, che dici di aver sempre difeso, a piangere lacrime di sangue nei trentasei anni della tua rossa carriera politica. Il tuo conto corrente non è mai stato triste. Tu un posto al sole l’hai sempre avuto. C’è da vergognarsi, Armando. Lascia in pace i lavoratori, quelli veri, quelli che hanno fatto da sempre i conti con la vita, quelli che non hanno mai avuto il piacere di uscire indenni dalla battaglia economica dell’ultima settimana di ogni mese. Non sei degno di nominare quegli operai che ti hanno creduto e che hai preso onorevolmente in giro. Già, è vero, tu da comunista versavi il cinquanta per cento dell’indennità di carica parlamentare alle casse del partito. Agli occhi del lavoratore che ti votava eri un semiprivilegiato, un’onorevole di “mezza casta”. Ed all’ombra di quegli stessi occhi nascondevi la retta mensile che l’antica Coop URSS ti passava per non farti “morire di fame”. Tutto questo, i lavoratori, quelli delle fabbriche, quelli che votavano Partito Comunista, quelli che ti davano fiducia, non lo sapevano. E l’offesa più grande nei loro confronti è stata la tua dichiarazione “Non ho proprio nulla da nascondere e di cui vergognarmi…”. Goditi la pensione, Armando.

Siamo nel vivo della campagna elettorale che, il 14 di Aprile, ci darà un nuovo governo. Per par condicio, la somma ricevuta come trattamento di fine rapporto dal Presidente dei Comunisti Italiani, è stata proporzionalmente liquidata- o da liquidare- in base al numero di anni –continui-, a tutti quei parlamentari che, per anzianità o per altro, non scalderanno più le comode poltrone delle due camere. Una sorta di assegno di solidarietà che li aiuterà al «reinserimento nella vita sociale». Una buonuscita per il trauma psicologico di svegliarsi la mattina senza auto blu, di non poter più saunificarsi in fretta e furia nella “spa del benessere” dei sotterranei di Montecitorio, di non poter più usufruire dei viaggi studio all’estero. Si chiama indennità di solidarietà, è esentasse, ed è pagata con i soldi dell’Italia che lavora per i privilegi della solita casta. Una specialità tutta italiana.

Socrathe

Leggilo su Sciclinews

L’impero colpisce ancora

Posted in Politica con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 11, 2008 by socrathe

L’impero del male colpisce ancora. Non c’è differenza tra gli uomini ed i partiti che animano la scena della nostra politica. Sono ispirati tutti da buonissime intenzioni ed a parole vogliono tutti le medesime cose: riforme, governabilità, onestà, competenza, meno tasse, salari più alti.

Tuttavia esiste qualcosa che puntualmente vanifica queste nobili intenzioni. Qualcosa di oscuro, che illumina le crisi di governo e punta il braccio dell’elettore dritto al voto.
È difficile spiegare cosa si nasconde dietro la forza del male della nostra politica, che guida la credibilità dello Stato ad approssimazioni tutt’altro che positive, al distacco della gente comune dalla politica, ad una guerra di tutti contro tutti.

Prodi è caduto. È stato buttato giù da un marito ferito, Mastella. Ma è stato proprio lui a preparare le valige a Massimo D’alema e all’allegra compagnia di governo?
Il centrosinistra, dopo aver sputato tutto il fiele del mondo, cristiano laico ed imprenditoriale, sui capelli auto-piantumati di Berlusconi nei cinque lunghi anni del suo dominio, acquista venti mesi fa – staccando un assegno al portatore di venticinquemila voti – la sedia più alta di Palazzo Chigi e con un colpo di mano la toglie da sotto il sedere del Presidente del Consiglio, mandandolo a gambe all’aria.

Un colpo di mano del Colonnello Veltroni. Sua è la mano che ha cecchinato il Governo. Walter è politicamente troppo furbo. Più di Berlusconi e D’alema messi assieme. Ha sondato che il suo partito stava drammaticamente perdendo prestigio e consensi, prende il necessario dall’armadio della stanza del Presidente del Consiglio e manda a casa Romano e i suoi fratelli con un biglietto di sola andata. Che pena vedere l’oracolo del Campidoglio nel suo primo discorso all’Italia emanar sentenze e trinciar giudizi sul “buon andamento” dei venti mesi del Direttorio Prodiano.

Il PD ha buttato giù il suo Governo, perché. C’è chi all’interno del partito aspira a conquistare la segreteria e spedire Walter a Palazzo Chigi. L’azionista di riferimento di questa rinascente scalata politica potrebbe essere D’alema. Lo davano per morto, in realtà è stato ben mimetizzato ed inguattato nella confortevole tana della Farnesina, in attesa di tempi migliori. Ora i tempi migliori sono arrivati e lui è uscito dal buco in cui era andato a svernare. C’è il gruppo di chi aspira alla Presidenza del Consiglio ed ha il suo candidato unico – inutile dirlo – in Walter Veltroni. Questo è il gruppo che ha sfasciato la coalizione di governo. Il più pericoloso all’interno del PD.

Fuori dal Loft dei tiratori scelti, c’è la sinistra arcobaleno, che ha fornito armi e risorse al cecchinaggio organizzato del Presidente del Consiglio. La rinascenza ideologica ed operaia l’ha costretta al Golpe, dando un esempio d’incapacità di governo, politica ed organizzativa quale raramente s’è vista e si vedrà in Italia. La sinistra aveva cominciato il gioco avendo in mano tutte le carte. Si è alzata dal tavolo della partita di governo con le tasche vuote e con i segretari di partito ridicolizzati dai fischi dei consigli di fabbrica.
La Grande Armata Rossa è stata sconfitta dai suoi Generali, da se stessa polverizzata e disfatta. I nemici sono stati solo spettatori di questa Waterloo in piena regola.

C’è in questo miserevole spettacolo che la politica italiana sta offrendo da mesi o da sempre oserei dire, una parte nient’affatto secondaria di Berlusconi. Il Cavaliere ha atteso per venti lunghi mesi sulla riva del fiume, dapprima solo, poi in compagnia di Fini, poi accompagnato dal sagace Casini, il passaggio dei cadaveri dei suoi avversari trasportati dal filo rosso della corrente di Governo. Il Leader Maximo della Casa delle Libertà non si è limitato solo ad aspettare. Alla Revolucion ha partecipato anche lui armato di consensi ed acquistando Senatori. Il patto elettorale con il PD ha fatto il resto.
Il Cavaliere oggi gode nel vedere Prodi impiccato all’albero del caduto governo ed esposto al becco dei suoi stessi avvoltoi. L’unica preoccupazione del Principe di Arcore, da qui al voto, sarà quella di tenere salda la sua coalizione. A farlo governare c’ha già pensato il socio Walter.

– Socrathe – La Discarica dei Benpensanti -

Opifici organici, piante

Posted in Politica, satira con i tag , , , , , , , , on Gennaio 16, 2008 by socrathe
La cura delle piante.. organicheFinirà così che il pianale della nuova Alfa Romeo sarà prodotto a Scicli. Finirà proprio così.. che l’elegia dell’inerzia, cantata nella stanza del Sindaco, che fu di Montalbano, che ospitò Garibaldi (Pinuccio dormiva e mangiava ovunque!!! Credete che.. giunto a Scicli, avesse dovuto rinunciare al riposo e fosse stato a dieta?..), domani farà spazio all’epopea dei carrozzieri torinesi. Finirà proprio così, gente. Avete letto bene.
A Scicli, nel nostro Paese, terra di basole e di zucchine, un nuovo e grande insediamento industriale prenderà il posto della già laboriosa macchina amministrativa di Palazzo Palle.
Solo in questo modo può essere giustificato il numero delle risorse, consolidato in quattrocentotrentaquattro unità! Bandiranno concorsi nuovi. Promuoveranno le attese di pochi. Incoraggeranno l’ozio dei tanti. Istituiranno la negligenza di Stato.Ecco le conquiste della politica che lavora e che dà lavoro. Ecco la ridisegnata pianta dell’organico del nostro Palazzo: quattrocentotrentaquattro unità. Alla faccia dell’ottimizzazione e della razionalizzazione. Ma il capo del personale del nostro Comune era nelle piena consapevolezza di sé nell’attimo in cui ha pensato a questa palese idiozia?
Nel paese dei Bambinelli rapiti e delle luminarie oscurate, nella città degli albanesi molesti e dei rispettosi stranieri, mancava solo Picone. Ma chi ce l’ha mandato!

Popule meus qui beatum te dicunt, ipsi te decipiunt.. (versione cattolica)
Mi Popule, qui beatum te dicunt, ipsi te decipiunt.. (versione laica)
Socrathe