Archivio per Aprile, 2009

La Cavalcata e il Gioia ai tempi del colera

Posted in Uncategorized con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , on Aprile 18, 2009 by socrathe

Nel 1626 Scicli fu colpita dalla peste. Di questa terribile sciagura ne aveva avuto presagio una signorina tutta casa e chiesa, una vecchia bizzoca di Chiafura che portava sfortuna solo a nominarla, come raccontano le cronache del tempo, ma non era una majara. Anzi, tutt’altro. L’ascetica “donzella” nelle sue meditazioni aveva visto bene: i raggi della Gioia saranno incatenati nel giorno di Pasqua dai fiori di un Santo, la città sarà illuminata a morte dalle ciaccàre… Che voleva dire la profezia. Continua a leggere…

TEORIA DELLA FEMMINA

Posted in Cultura con i tag , , , , , , , , , on Aprile 17, 2009 by socrathe

TEORIA DELLA FEMMINA

Là dove domina la smània ancestrale è impossibile salvarsi. Ogni Zitella attende impaziente di maritarsi. La teoria della Femmina è segnata da questa certezza: Un uomo può sempre sparire! Entità sciacquata, essa si sorregge sui fianchi, sull’instabile ‘nnacata. Per ogni Femmina vale la metafora della ‘scaccia: vi incombe il forno, solstizio d’estinzione. L’angoscia dello stare ‘mpanata come modo di vivere rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale. La volontà d’acchiappare è l’essenza esoterica della Femmina schetta. Poiché ogni Zitella avrebbe voluto maritarsi, ella vive come chi non vorrebbe vivere: l’uomo gli passa accanto con i suoi odiosi sapori, e nel tumulto ormonale rivela la sua remota natura! Castità delle castità è ogni storia. La presenza della catastrofe alberga nell’anima della Femmina schetta siciliana, si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium ciclico, fattispecie della pala di ficumora. La Zitella insulare esiste solo come fenomeno estetico. Solo nel momento felice del consòlo questa femmina è vera.

Socrathe

Silvio Berlusconi & Angela Merkel: la genitalizzazione dell’attenzione

Posted in Politica, satira con i tag , , , , , , , , , , on Aprile 15, 2009 by socrathe

Non se ne può più veramente di “questa stampa” deviata. È una calunnia continua nei confronti del Premier, disinformazione bella e buona dei lettori. Berlusconi ha ragione da vendere e anche d’infuriarsi. Il caso della “telefonata lunga” al vertice Nato è stato solo una mistificazione giornalistica. La verità anche stavolta non è uscita fuori. Eppure i giornalisti conoscono il nostro Presidente del Consiglio da tempo. I giornalisti sapevano e hanno taciuto il vero. Berlusconi e la genitalizzazione dell'attenzioneUn’omertà che fa paura, credetemi. Adesso basta, non se ne può più! È opportuno dire le cose così come stanno.E noi lo faremo.

Berlusconi, nel 1997 è stato operato per problemi alla prostata. Non c’è di che vergognarsi, tantomeno da sorridere. Da quel momento in poi è iniziato il suo calvario attenzionale e mediatico. Il fatto è noto a tutti, e così pure alla stampa. Vi spiego. Il Premier vive il suo quotidiano nel ricordo del dolore. È quella cosa che i medici chiamano “genitalizzazione dell’attenzione” dall’impatto psicologico rilevante. Ovvero, Berlusconi convive con il fantasma dell’incomodo al basso ventre. Ogni movimento, ogni posa, è condizionata dal ricordo di quel dolore. L’imbarazzo per il Cavaliere è sempre in agguato! E lui, come tutti quelli che hanno vissuto tale angoscia, sente la necessità di toccarsi, di sistemare il fantasma dell’impiccio nascondendosi, perdonatemi il gioco di parole, nell’impaccio di avere una telecamera puntata addosso ad ogni occorrenza. Che per Berlusconi equivale a sempre. E, date le coordinate abbastanza scomode dell’impaccio, perdonatemi ancora il gioco di parole, il Premier non può “sistemare le proprie faccende” in pubblico! Ecco perché si tiene in disparte dopo un pranzo di rappresentanza, costretto ad alzarsi dalla tavola e a subire il ricordo di quel fastidio! Ecco perché scendere dall’auto per lui è un dramma! Non è bello palesare al mondo il disagio di un dolore, o meglio, del ricordo di un dolore. Chi ha avuto problemi di tal genere sa che non sto scherzando. Chi ha sofferto di quel male tende a genitalizzare la propria esistenza, ad angosciarsi per ogni bruciorino minuscolo in quel posto lì, a disperarsi quando è costretto ad alzarsi dal divano o dalla sedia in presenza di pubblico: nel pensiero di ogni addolorato incombe la toccatina! Continua a leggere…

Enzo Trantino

Posted in Cultura con i tag , , , , , , , , , , , , , , , on Aprile 2, 2009 by socrathe
Filosofo

Enzo Trantino: Filosofo catanese

Enzo Trantino. Definire nei limiti angusti di “un personaggio, e basta” questo straordinario figlio dell’Etna è quasi impossibile. Mettiamoci una maiuscola e tralasciamo il quasi: è Impossibile!
Enzo Trantino oltre ad essere avvocato di fama internazionale e politico d’assoluto rilievo è anche giornalista e pure scrittore. Enzo Trantino è un abile “avviatore di paradossi” nella sua mirabile oratoria, immodesto e vanitoso come solo un siciliano vero e puro come lui sa essere.
È anche un “ospite esigente” quando lo inviti a cena..
Enzo Trantino è Maestro della ragione, ma è anche Discepolo mai appagato dei suoi Perché irreversibili, transumante e irrazionale moto dell’anima nel dubbio omofonico del nulla, nirvana del retorico; proprio come i suoi famosissimi calembour elettorali, sloganati su manifesti e volantini a corredo del suo pizzetto volante, da candidare: “la forza dell’onestà e l’onestà della forza!”. Nostalgie andate, variabili geografie dell’invisibile.

Enzo Trantino è anche Filosofo, Teoretico del Galantomismo e dell’Isomerizzazione del Sé, creatore della Dottrina dell’Io Catalitico, virtuoso dell’impossibile. Enzo ha dato forma e parola alla sostanza iperpura dell’Ego! isolano, dell’Io berbero scampato alla lava, pirolisi di una Sicilia imbevuta di zolfo, catastrofe essoterica del Mediterraneo. Enzo Trantino è dunque un Narciso conservatore, galantuomo mutevole e pubblico cittadino, cerimoniere elegante, retore dell’alfa e dell’omega in gelateria, Enzo Trantino è il Tutto ma è anche “suffuru”, come ben scriveva Francesco Merlo nel lontano 2004 sulle pagine di Repubblica.
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