Archivio per Febbraio, 2008

Rivoluzione Siciliana

Posted in Politica con i tag , , , , , , , on Febbraio 22, 2008 by socrathe

Conosco Gianfranco dai tempi del Toulà. Negli anni 80′ era un must sciare a Cortina. E noi ogni anno andavamo a Cortina! Era facile imboscarsi tra le fila dei dipendenti e degli iscritti al Cral del Banco di Sicilia di Palermo e partire. Settimana bianca e gratis! Che bei ricordi.L’amore per i classici greci e latini portò Gianfranco a seguire Marcello, a Milano, lontano dalla Sicilia, lontano da Cortina, lontano da tutti e da tutto. Da allora non l’ho più sentito. È stato Ministro, Onorevole, Presidente. Quanta strada ha fatto il mio amico Gianfranco. Chissà se custodisce ancora nell’armadio dei suoi ricordi le foto delle randellate in testa, condivise con i crani dei compagni della Fgci di Palermo e beccate ad una manifestazione per uno sciopero dei metalmeccanici alla fine degli anni 70′. Che giorni quelli, e che botte. Allora si era comunisti per il gusto di esserlo. Per la voglia di essere contro e basta. E Gianfranco era comunista, e contro. Degli anni trascorsi nelle umide stanze della sezione del partito è rimasto ben poco. Dal Gianfranco Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ereditiamo un blog. I fatti.

Stamane, interrogavo il motore di ricerca più molestato al mondo riguardo i moti siciliani del 1848, indipendentisti. Salto a piè pari le minchiate di Wikipedia, scorro i primi venti risultati della query, mi blocco. Mi stava venendo quasi un infarto! Gianfranco Micciche: Rivoluzione Siciliana. Ma chi, Gianfranco il mio compagno? l’amico mio Miccichè? Ho pensato, vuoi vedere che quel disgraziato vuole fare le scarpe al fratello di Fidel, a Cuba, nella corsa alla successione presidenziale? Vuoi vedere che Gianfranco è tornato a fare il comunista e ci vuole mettere il cappello a Castro? “per me, oggi, non c’è amore che superi quello per la Sicilia e i siciliani onesti, liberi, coraggiosi e sognatori. Adesso sono con voi per la sfida, dura ma possibile, contro i nemici della libertà e contro gli amanti degli affari loschi!”. Questo è proprio un discorso alla Nazione! Da Presidente di una Nazione, mi son detto. Questo è il discorso di Gianfranco ai cubani! Telefono al mio capo per farmi mandare a fare in culo in diretta e consolidare il fatto che fossi sveglio e che non stessi sognando. Tutto regolare, ero sveglio. Gianfranco è il nuovo Presidente di Cuba! Posiziono il mouse sul link, 21 feb 2008 .. Dream? No, truth! , attendo due.. tre.. cinque secondi, non resisto, vado. Sono nel Blog del nuovo Presidente di Cuba! Leggo: “Per me sarà una fatica enorme ma sono convinto di potercela fare, anche da solo (si fa per dire)! Ho parlato con il Presidente Berlusconi..[..]“.

Siano lodati i Santi Silvio e Raffaele! Gianfranco è ancora qui con noi, in Sicilia! Gianfranco gioca a fare la “Rivoluzione delle Dodici Cariche” per il nuovo governo. “Tanti di voi non mi conoscono bene (ti conosciamo Gianfranco, ti conosciamo!), la cosa di cui potete stare certi è che avrò bisogno di tutti voi (non avevamo dubbi). Dobbiamo prometterci fermezza reciproca! Io prometto“. Devo ancora incontrare il Pres. Berlusconi, e mi farò convincere a fare qualcosa che possa aiutare il cuffarismo a sopravvivere. Questo è un sogno che non intendo abbandonare. Questo è quello che dirò al Presidente, sperando che poi tutti voi abbiate voglia di lottare con me. E ti pareva che non mettesse noi in mezzo.

È il mio Gianfranco di sempre. ‘O Siciliano Rivoluzionario!

 

Se Gianfranco correrà da solo , senza PDL, con la lista Rivoluzione Siciliana,

io lo voto!!

Socrathe

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L’impero colpisce ancora

Posted in Politica con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Febbraio 11, 2008 by socrathe

L’impero del male colpisce ancora. Non c’è differenza tra gli uomini ed i partiti che animano la scena della nostra politica. Sono ispirati tutti da buonissime intenzioni ed a parole vogliono tutti le medesime cose: riforme, governabilità, onestà, competenza, meno tasse, salari più alti.

Tuttavia esiste qualcosa che puntualmente vanifica queste nobili intenzioni. Qualcosa di oscuro, che illumina le crisi di governo e punta il braccio dell’elettore dritto al voto.
È difficile spiegare cosa si nasconde dietro la forza del male della nostra politica, che guida la credibilità dello Stato ad approssimazioni tutt’altro che positive, al distacco della gente comune dalla politica, ad una guerra di tutti contro tutti.

Prodi è caduto. È stato buttato giù da un marito ferito, Mastella. Ma è stato proprio lui a preparare le valige a Massimo D’alema e all’allegra compagnia di governo?
Il centrosinistra, dopo aver sputato tutto il fiele del mondo, cristiano laico ed imprenditoriale, sui capelli auto-piantumati di Berlusconi nei cinque lunghi anni del suo dominio, acquista venti mesi fa – staccando un assegno al portatore di venticinquemila voti – la sedia più alta di Palazzo Chigi e con un colpo di mano la toglie da sotto il sedere del Presidente del Consiglio, mandandolo a gambe all’aria.

Un colpo di mano del Colonnello Veltroni. Sua è la mano che ha cecchinato il Governo. Walter è politicamente troppo furbo. Più di Berlusconi e D’alema messi assieme. Ha sondato che il suo partito stava drammaticamente perdendo prestigio e consensi, prende il necessario dall’armadio della stanza del Presidente del Consiglio e manda a casa Romano e i suoi fratelli con un biglietto di sola andata. Che pena vedere l’oracolo del Campidoglio nel suo primo discorso all’Italia emanar sentenze e trinciar giudizi sul “buon andamento” dei venti mesi del Direttorio Prodiano.

Il PD ha buttato giù il suo Governo, perché. C’è chi all’interno del partito aspira a conquistare la segreteria e spedire Walter a Palazzo Chigi. L’azionista di riferimento di questa rinascente scalata politica potrebbe essere D’alema. Lo davano per morto, in realtà è stato ben mimetizzato ed inguattato nella confortevole tana della Farnesina, in attesa di tempi migliori. Ora i tempi migliori sono arrivati e lui è uscito dal buco in cui era andato a svernare. C’è il gruppo di chi aspira alla Presidenza del Consiglio ed ha il suo candidato unico – inutile dirlo – in Walter Veltroni. Questo è il gruppo che ha sfasciato la coalizione di governo. Il più pericoloso all’interno del PD.

Fuori dal Loft dei tiratori scelti, c’è la sinistra arcobaleno, che ha fornito armi e risorse al cecchinaggio organizzato del Presidente del Consiglio. La rinascenza ideologica ed operaia l’ha costretta al Golpe, dando un esempio d’incapacità di governo, politica ed organizzativa quale raramente s’è vista e si vedrà in Italia. La sinistra aveva cominciato il gioco avendo in mano tutte le carte. Si è alzata dal tavolo della partita di governo con le tasche vuote e con i segretari di partito ridicolizzati dai fischi dei consigli di fabbrica.
La Grande Armata Rossa è stata sconfitta dai suoi Generali, da se stessa polverizzata e disfatta. I nemici sono stati solo spettatori di questa Waterloo in piena regola.

C’è in questo miserevole spettacolo che la politica italiana sta offrendo da mesi o da sempre oserei dire, una parte nient’affatto secondaria di Berlusconi. Il Cavaliere ha atteso per venti lunghi mesi sulla riva del fiume, dapprima solo, poi in compagnia di Fini, poi accompagnato dal sagace Casini, il passaggio dei cadaveri dei suoi avversari trasportati dal filo rosso della corrente di Governo. Il Leader Maximo della Casa delle Libertà non si è limitato solo ad aspettare. Alla Revolucion ha partecipato anche lui armato di consensi ed acquistando Senatori. Il patto elettorale con il PD ha fatto il resto.
Il Cavaliere oggi gode nel vedere Prodi impiccato all’albero del caduto governo ed esposto al becco dei suoi stessi avvoltoi. L’unica preoccupazione del Principe di Arcore, da qui al voto, sarà quella di tenere salda la sua coalizione. A farlo governare c’ha già pensato il socio Walter.

– Socrathe – La Discarica dei Benpensanti -

Ave Berlveltroni, morituri te salutant.

Posted in Politica, satira con i tag , , , , , , , , on Febbraio 4, 2008 by socrathe

Il Presidente del consiglio incaricato ha deposto le armi.
L’opportunismo del “subito alle urne” ha prevalso sull’opportunismo del “famose un governo de noantri“. La giuria d’opportunisti diarchici ha così deciso. L’Italia pecoraria e mastellata del Direttorio di Prodi, farà posto al Consolato di Berlveltroni. Non sarà un gran trauma nè un motivo di grande preoccupazione passare dal regime di Direttorio ad una nettissima diarchia consolare. Certo è da temere l’assenza di una vera opposizione. Ma prima o poi l’opposizione rinascerà. Il Consolato, per certi aspetti, potrebbe rappresentare un modo più efficace, una scorciatoia necessaria, per affrontare i problemi da troppo tempo accantonati nelle soffitte del Palazzo, ma ben presenti e dolorosi in mezzo alla gente. Potrebbe. Qualche passo timido è stato mosso in quella direzione, ma incerto ed ancora insufficiente. Così la riforma del mercato del lavoro, così il risanamento dei conti, così la riforma della pensioni, così la legge sull’immigrazione e sulla droga. Scuola, giustizia, sanità e monnezza vanno sempre di male in peggio, malgrado le denunce, le autocritiche, i libri bianchi, rossi, verdi e d’ogni altro possibile colore. Così come i salari della gente che non arrivano a saldare i conti con l’ultima settimana di ogni mese. Il Consolato sarà in grado di affrontare questi problemi. Deve. Solo un governo efficiente, dotato di veri poteri e largo consenso, potrà risolvere le rinnovate questioni. Ave Berlveltroni, morituri te salutant. – Socrathe -
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