‘o governatore ‘e Napule, Bassolino, per quei pochi sacchi di mondezza non termovalorizzati e pubblicizzati ingiustamente da tutte le televisioni del mondo. La giustizia italiana ha veramente rotto i massoni.
Non ci resta che riesumare il Generale de Lorenzo e con un colpo di mano lo facciamo Capo del Governo ed il giullare da tre soldi, Grillo, Presidente della Repubblica. Che ne dite?
Da questo punto in poi leggerete l’apologia del nano cacaglio, del Masaniello del corriere dei piccoli, il Marc’antonio dei puffi: Beppe Grillo(2).Come hanno fatto gli Italiani ad inculturare nel già precario pensiero politico, le stronzate di un comico che non ha fatto mai ridere nessuno con la sua dislessia cronica e parsimoniosa di idee e contenuti, è tutt’ora un mistero. Stento veramente a crederci.
Non riesco a credere ai giovani della nostra Italia, naufraghi nel mare della commedia messa in scena da colui il quale, per primo, ha usufruito e goduto dei “mali” di questa “dannata” Repubblica (parole sue). Dal condono tombale per le tasse mai pagate, alla sanatoria edilizia per aver edificato abusivamente come il più avido dei mercanti di case e di palazzi (sottolineiamolo) sopra le colline della sua “cara” Genova. E che dire del suo blog, nato per far soldi a palate vendendo, insieme ai dvd dei suoi spettacoli, collegamenti ridondanti(3) ad holdings americane e giapponesi. Tutti i pecoroni della blogosfera godono nel passare i Grillo’s gadgets, ora ammastellati, ora pro De Magistris, ora pro parlamento pulito, dai santi laici al count down della pensione dei parlamentari, contribuendo inconsapevolmente alla sua, del Signor Giuseppe Grillo detto Beppe, nano certificato(1), giusta ed unica causa: far cassa.Alla faccia vostra, cari beoti e mammalucchi! Vi siete mai chiesti come mai nelle menti solidamente coscienziose, le baggianate del comico genovese non attecchiscano? Riflettete bene prima di darvi una risposta.Comprendo benissimo che avere una coscienza critica, oggi, con quel che passa il convento, la scuola e l’editoria, è assai difficile. Prestare orecchio alle diafone grida di quel nano tartaglione(2), che non ama il contraddittorio, è abuso di potere nei confronti del proprio sistema cognitivo.
Adesso il messia de’ noantri ha occupato ufficialmente il campo della politica. Sente odor di elezioni. Sente odor di soldi. I privilegi della casta politica lo attenderanno a braccia aperte. La “casta” editoriale, quella del libro di Rizzo e Stella per intenderci, avrà già favorito il suo conto corrente, per la pubblicità passata dal blog. Anche Grillo tiene famiglia!
Cittadini informati quotidianamente e liste civiche! Pro domo sua, sottolineiamolo. Il nano dislessico, balbuziente anche nei pensieri, ha creato un portale dove certificare i “partiti dei cittadini”; li “bollerà” ancora una volta con l’ebete sorriso da vetero-idiota.
Il suo conto corrente sorriderà ancor di più quando i beoti lo delegheranno al cda della Telecom Italia.
Eh sì.. prendiamoci Telecom. Ma chi deve “prendere” la Telecom Italia?Lui, il nano parlante? O la banca d’affari Jp Morgan? Aderite ragazzi e ragazze, aderite.. fatelo godere. Che stupida Italia, che stupida gente.
3: i gadgets che i blogidioti mettono nei loro spazi in rete, sono univoci punti controllati a piacimento dalle società di advertising, per sniffare i gusti dei naviganti. Questo nessuno ve l’ha mai detto! La mission della società editoriale di Grillo, La Casaleggio Associati è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale». Altro che signoraggio e casta delle banche!!!!

Finirà così che il pianale della nuova Alfa Romeo sarà prodotto a Scicli. Finirà proprio così.. che l’elegia dell’inerzia, cantata nella stanza del Sindaco, che fu di Montalbano, che ospitò Garibaldi (Pinuccio dormiva e mangiava ovunque!!! Credete che.. giunto a Scicli, avesse dovuto rinunciare al riposo e fosse stato a dieta?..), domani farà spazio all’epopea dei carrozzieri torinesi. Finirà proprio così, gente. Avete letto bene.
Al Prefetto di Ragusa. e p.c. al Presidente del Consiglio dei Ministri.