Enzo Trantino

Postati in Cultura con i tag , , , , , , , , , , , , , , , su aprile 2, 2009 da socrathe
Filosofo

Enzo Trantino: Filosofo catanese

Enzo Trantino. Definire nei limiti angusti di “un personaggio, e basta” questo straordinario figlio dell’Etna è quasi impossibile. Mettiamoci una maiuscola e tralasciamo il quasi: è Impossibile!
Enzo Trantino oltre ad essere avvocato di fama internazionale e politico d’assoluto rilievo è anche giornalista e pure scrittore. Enzo Trantino è un abile “avviatore di paradossi” nella sua mirabile oratoria, immodesto e vanitoso come solo un siciliano vero e puro come lui sa essere.
È anche un “ospite esigente” quando lo inviti a cena..
Enzo Trantino è Maestro della ragione, ma è anche Discepolo mai appagato dei suoi Perché irreversibili, transumante e irrazionale moto dell’anima nel dubbio omofonico del nulla, nirvana del retorico; proprio come i suoi famosissimi calembour elettorali, sloganati su manifesti e volantini a corredo del suo pizzetto volante, da candidare: “la forza dell’onestà e l’onestà della forza!”. Nostalgie andate, variabili geografie dell’invisibile.

Enzo Trantino è anche Filosofo, Teoretico del Galantomismo e dell’Isomerizzazione del Sé, creatore della Dottrina dell’Io Catalitico, virtuoso dell’impossibile. Enzo ha dato forma e parola alla sostanza iperpura dell’Ego! isolano, dell’Io berbero scampato alla lava, pirolisi di una Sicilia imbevuta di zolfo, catastrofe essoterica del Mediterraneo. Enzo Trantino è dunque un Narciso conservatore, galantuomo mutevole e pubblico cittadino, cerimoniere elegante, retore dell’alfa e dell’omega in gelateria, Enzo Trantino è il Tutto ma è anche “suffuru”, come ben scriveva Francesco Merlo nel lontano 2004 sulle pagine di Repubblica.
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Ooops, questi sono solo articoli!

Postati in Uncategorized su dicembre 13, 2008 da socrathe

il resto lo troverete qui:

La Discarica dei Benpensanti

Le fissazioni di Raffaele Lombardo, in siciliano.

Postati in Politica, satira con i tag , , , , , , , , su settembre 17, 2009 da socrathe

Un Giornaletto comunista, che non se lo legge nessuno e che campa con le storielle delle fimminazze di Bari, ma anche con la malalingua e la mancanza u’ cchi ‘ffari(1), oggi, sentite un po’, se la prende con il nostro amatissimo compare Raffiele, Lombardo solo di cognome, precisiamolo, catanese di razza fina e bedda come la lumìa(2) di Grammichele è! Perché?  perché il nostro Presidente ha questo disgraziatissimo vizio di farsi tastare(3) tutto da Maria.

«Maria fammi u cafè». E Maria fa ‘u cafè e nello stramentri(4) lo tasta. «Maria vogghiu a pasta che saddi», e Maria fa a pasta che saddi(5) e la tasta. Pirchì mio compare Raffiele, non vi offendete se lo chiamo compare, ma qui in Sicilia semu tutti compari, pi’ ‘na cosa o per altra, non si fida di nessuno e il mangiare se lo fa ‘mpiattare(6) solo da Mariuccia, una bedda fimmina tutta casa e chiesa che da quindici anni ci prepara da mangiari, ci piglia gli appuntamenti, e ci leggi macari ‘u giurnali a Raffieluzzu nostru. E che c’è di male! Mariuccia femmina devotissima è.  E quello scomunicato di giornalista la chiama semplicemente segretaria. A togliere pietre vive dai campi lo manderei, a spietrare dovrebbe andare, altro che a scrivere sui giornali. E poi che c’era motivo di cuntarlo a tutti? Continua a leggere…

La Cavalcata e il Gioia ai tempi del colera

Postati in Uncategorized con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , su aprile 18, 2009 da socrathe

Nel 1626 Scicli fu colpita dalla peste. Di questa terribile sciagura ne aveva avuto presagio una signorina tutta casa e chiesa, una vecchia bizzoca di Chiafura che portava sfortuna solo a nominarla, come raccontano le cronache del tempo, ma non era una majara. Anzi, tutt’altro. L’ascetica “donzella” nelle sue meditazioni aveva visto bene: i raggi della Gioia saranno incatenati nel giorno di Pasqua dai fiori di un Santo, la città sarà illuminata a morte dalle ciaccàre… Che voleva dire la profezia. Continua a leggere…

TEORIA DELLA FEMMINA

Postati in Cultura con i tag , , , , , , , , , su aprile 17, 2009 da socrathe

TEORIA DELLA FEMMINA

Là dove domina la smània ancestrale è impossibile salvarsi. Ogni Zitella attende impaziente di maritarsi. La teoria della Femmina è segnata da questa certezza: Un uomo può sempre sparire! Entità sciacquata, essa si sorregge sui fianchi, sull’instabile ‘nnacata. Per ogni Femmina vale la metafora della ‘scaccia: vi incombe il forno, solstizio d’estinzione. L’angoscia dello stare ‘mpanata come modo di vivere rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale. La volontà d’acchiappare è l’essenza esoterica della Femmina schetta. Poiché ogni Zitella avrebbe voluto maritarsi, ella vive come chi non vorrebbe vivere: l’uomo gli passa accanto con i suoi odiosi sapori, e nel tumulto ormonale rivela la sua remota natura! Castità delle castità è ogni storia. La presenza della catastrofe alberga nell’anima della Femmina schetta siciliana, si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium ciclico, fattispecie della pala di ficumora. La Zitella insulare esiste solo come fenomeno estetico. Solo nel momento felice del consòlo questa femmina è vera.

Socrathe

Silvio Berlusconi & Angela Merkel: la genitalizzazione dell’attenzione

Postati in Politica, satira con i tag , , , , , , , , , , su aprile 15, 2009 da socrathe

Non se ne può più veramente di “questa stampa” deviata. È una calunnia continua nei confronti del Premier, disinformazione bella e buona dei lettori. Berlusconi ha ragione da vendere e anche d’infuriarsi. Il caso della “telefonata lunga” al vertice Nato è stato solo una mistificazione giornalistica. La verità anche stavolta non è uscita fuori. Eppure i giornalisti conoscono il nostro Presidente del Consiglio da tempo. I giornalisti sapevano e hanno taciuto il vero. Berlusconi e la genitalizzazione dell'attenzioneUn’omertà che fa paura, credetemi. Adesso basta, non se ne può più! È opportuno dire le cose così come stanno.E noi lo faremo.

Berlusconi, nel 1997 è stato operato per problemi alla prostata. Non c’è di che vergognarsi, tantomeno da sorridere. Da quel momento in poi è iniziato il suo calvario attenzionale e mediatico. Il fatto è noto a tutti, e così pure alla stampa. Vi spiego. Il Premier vive il suo quotidiano nel ricordo del dolore. È quella cosa che i medici chiamano “genitalizzazione dell’attenzione” dall’impatto psicologico rilevante. Ovvero, Berlusconi convive con il fantasma dell’incomodo al basso ventre. Ogni movimento, ogni posa, è condizionata dal ricordo di quel dolore. L’imbarazzo per il Cavaliere è sempre in agguato! E lui, come tutti quelli che hanno vissuto tale angoscia, sente la necessità di toccarsi, di sistemare il fantasma dell’impiccio nascondendosi, perdonatemi il gioco di parole, nell’impaccio di avere una telecamera puntata addosso ad ogni occorrenza. Che per Berlusconi equivale a sempre. E, date le coordinate abbastanza scomode dell’impaccio, perdonatemi ancora il gioco di parole, il Premier non può “sistemare le proprie faccende” in pubblico! Ecco perché si tiene in disparte dopo un pranzo di rappresentanza, costretto ad alzarsi dalla tavola e a subire il ricordo di quel fastidio! Ecco perché scendere dall’auto per lui è un dramma! Non è bello palesare al mondo il disagio di un dolore, o meglio, del ricordo di un dolore. Chi ha avuto problemi di tal genere sa che non sto scherzando. Chi ha sofferto di quel male tende a genitalizzare la propria esistenza, ad angosciarsi per ogni bruciorino minuscolo in quel posto lì, a disperarsi quando è costretto ad alzarsi dal divano o dalla sedia in presenza di pubblico: nel pensiero di ogni addolorato incombe la toccatina! Continua a leggere…

La colpa orfana e l’umana pietà

Postati in Cultura, società con i tag , , , , , , , , , , , , , , su marzo 29, 2009 da socrathe

 

L’umana pietà per la morte del piccolo Giuseppe Brafa è, ovviamente, fuori discussione. Chi non si è commosso, chi non ha pianto, chi non è rimasto atterrito, agghiacciato di fronte a questa tragica morte. Chi non tremerebbe nel cuore e pure nell’anima al racconto di quella terribile sequenza d’un bambino braccato come una preda inerme e poi finito, sbranato, da un’orda di cani assassini. L’umana pietà non solo è dovuta ma sorge spontanea dall’anima di qualunque persona che non ha smarrito il senso del rispetto che si deve alla vittima di questa inenarrabile violenza. Ma poi, nell’albergo della nostra coscienza, s’affollano le domande.

 

La prima: perché dopo il delitto del piccolo Giuseppe i cani del branco assassino sono rimasti liberi di braccare Marya, la turista tedesca, e ridurla in fin di vita?

 

La seconda: perché quel branco selvaggio ha avuto sete e fame di sangue e carne umana?

 

Ecco due temi sui quali la nostra coscienza s’interroga e sui quali l’opinione pubblica vuole trovare delle risposte. Andiamo per ordine, se mai un ordine a questo caos di ragioni si può dare.

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L’uso corrotto della Libertà

Postati in società su marzo 29, 2009 da socrathe

 

L’Italia di oggi è una Repubblica fondata sulla tolleranza. L’esecrabile o il ripugnante passa dalle maglie larghe del ” si deve, si può; qui ogni cosa è permessa”. Tutto ciò è estremamente preoccupante. La corda è ormai tesa fino al limite e minaccia di rompersi. Oggi un bambino di dieci anni, a Sampieri, viene sbranato da un branco di cani custoditi alla meglio da un anziano del luogo. Sbranato presumibilmente dallo stesso branco di cani già segnalato agli organi di polizia, appena nove mesi fa, da alcuni turisti aggrediti e minacciati dalla loro rabbia e aggressività.

Quello accaduto a Sampieri non è un caso limite: “nel beneventano un bambino di 9 anni viene sbranato probabilmente da cani randagi e trovato morto in una pozza di sangue vicino casa nella contrada Campanaro del comune di Circello. A causare la morte del bimbo, come accertato dal medico legale, un morso al collo che ha reciso la giugulare”.

E poi:

 - 10 SETTEMBRE 2008: Una bambina di 12 anni di Rubiera, comune in provincia di Reggio Emilia, viene aggredita e morsa da due doberman. Soccorsa dal personale del 118 l’adolescente viene trasportata in ospedale da dove viene dimessa con una prognosi di otto giorni per ferite profonde al collo e alla gamba sinistra.

 - 31 LUGLIO 2008: Un bimbo di 9 anni viene aggredito da un pitbull a Guidonia, in provincia di Roma, mentre si trova a casa di alcuni amici. – 6 MAGGIO 2008: Paola Palmieri, 61 anni, muore sbranata in casa dal suo cane, un pitbull a Pontecagnano (Salerno)

 - 3 MAGGIO 2008: A Bari un uomo viene ferito mentre tenta di difendere il suo cane (un chow chow), tenuto regolarmente al guinzaglio, dall’aggressione di un grosso pitbull. Il malcapitato, trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale ‘Di Venerè, viene giudicato guaribile in 7 giorni.

 - 5 APRILE 2008: A Palermo un bambino di 11 anni viene aggredito in casa dal pitbull di proprietà del padre e resta ferito al braccio e al pube… ” [Ansa].

Una vera e propria strage d’innocenti, che poteva essere evitata, oggi a Sampieri, ieri altrove. Occorrono delle regole per evitare simili tragedie. La “black list”, un provvedimento in DL dei signori parlamentari Turco-Sirchia non ha inciso minimamente sui numeri sempre alti delle aggressioni dei cani ai danni dell’uomo. Le nere pagine di cronaca appena citate parlano una lingua abbastanza chiara: troppe morti per aggressioni di cani in ambiente pubblico e privato. Continua a leggere…

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